Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
Sebastiano Barbieri/La Peca
La Peca

Guida Michelin
Vale la pena di fare delle deviazioni
Moderna
Il parere della Guida Michelin
Nel 2027 si celebreranno quarant’anni di vita: un racconto fatto di profumi, sapori e tradizioni, quello della famiglia Portinari, che ha scolpito il proprio nome tra i pilastri della ristorazione veneta e oltre. Alla Peca, lo chef Nicola Portinari accoglie gli ospiti con un’idea chiara: regalare piacere, lasciando che ognuno scelga liberamente da una carta ampia e invitante (per chi ama il percorso guidato, ci sono tre menù degustazione, incluso uno vegetariano). Sfogliandola, è facile lasciarsi sedurre da piatti che parlano al palato e alla mente. Le sue creazioni sono tecniche, ma mai ostentate: armonie di gusto pieno, senza provocazioni fini a se stesse. Scegliere è sempre arduo, perché l’abbondanza è golosa: indimenticabili i ravioli ripieni di capriolo, avvolti da una carezza di gelatina, accompagnati da funghi e rifiniti da un consommé limpido e profumato; per chi ama la cacciagione, il germano reale è un omaggio alla stagione, con variazioni che ne esaltano la nobiltà. E poi il dolce, che chiude il viaggio con un abbraccio: i ravioli alla creme brulée e agrumi antichi sono la firma storica, ma sorprendono anche le reinterpretazioni di classici come la Sacher, resa intrigante dalle arachidi e dal gelato al ghital, e il Mont Blanc, impreziosito da un delicato sentore di tè verde. A completare l’esperienza, una cantina monumentale: circa duemila etichette, con una selezione generosa di vini naturali.
Nel 2027 si celebreranno quarant’anni di vita: un racconto fatto di profumi, sapori e tradizioni, quello della famiglia Portinari, che ha scolpito il proprio nome tra i pilastri della ristorazione veneta e oltre. Alla Peca, lo chef Nicola Portinari accoglie gli ospiti con un’idea chiara: regalare piacere, lasciando che ognuno scelga liberamente da una carta ampia e invitante (per chi ama il percorso guidato, ci sono tre menù degustazione, incluso uno vegetariano). Sfogliandola, è facile lasciarsi sedurre da piatti che parlano al palato e alla mente. Le sue creazioni sono tecniche, ma mai ostentate: armonie di gusto pieno, senza provocazioni fini a se stesse. Scegliere è sempre arduo, perché l’abbondanza è golosa: indimenticabili i ravioli ripieni di capriolo, avvolti da una carezza di gelatina, accompagnati da funghi e rifiniti da un consommé limpido e profumato; per chi ama la cacciagione, il germano reale è un omaggio alla stagione, con variazioni che ne esaltano la nobiltà. E poi il dolce, che chiude il viaggio con un abbraccio: i ravioli alla creme brulée e agrumi antichi sono la firma storica, ma sorprendono anche le reinterpretazioni di classici come la Sacher, resa intrigante dalle arachidi e dal gelato al ghital, e il Mont Blanc, impreziosito da un delicato sentore di tè verde. A completare l’esperienza, una cantina monumentale: circa duemila etichette, con una selezione generosa di vini naturali.
I punti di forza
Parcheggio
Posizione
via Alberto Giovanelli 236045 Lonigo