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Cosa fare ad Arles e dintorni I luoghi imperdibili del delta del Rodano

Cosa fare ad Arles e dintorni I luoghi imperdibili del delta del Rodano

(Provence-Alpes-Côte d’Azur, France)

©SCStock/iStock

Dalle stradine di epoca romana alle paludi della Camargue, Arles e la sua regione compongono un territorio dalla ricchezza insospettabile, immerso nel sole del Mezzogiorno. Arene antiche, spiagge selvagge e saline: il delta del Rodano può essere esplorato in tutta la sua diversità.

Cosa visitare ad Arles, cuore storico del delta del Rodano

Il centro antico e i monumenti romani, patrimonio dell’umanità UNESCO.

Percorrendo il boulevard des Lices, tracciato lungo le antiche mura, si entra nel centro storico di Arles, che conserva ben visibile l’impronta romana. Il percorso prosegue fino all’anfiteatro, le cui gradinate ispirate al Colosseo accoglievano, duemila anni fa, ben 21.000 spettatori. A breve distanza, il teatro antico svela un altro aspetto del passato, con le due colonne corinzie, testimoni di una storia dimenticata e riscoperta nel XIX secolo. Le Terme di Costantino, edificate nel IV secolo di fronte al Rodano, documentano l’importanza del benessere nella vita quotidiana dei romani. Da non perdere i criptoportici, gallerie a volta scavate sotto il foro oggi quasi interamente scomparso, e la vista dalla terrazza di Notre-Dame-de-la-Major sui tetti di tegole romane di Arles e sul profilo delle Alpilles all’orizzonte.

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Curiosità

Il teatro antico di Arles, uno dei più antichi del mondo romano (I secolo a.C.), è stato riscoperto solo nel XIX secolo, dopo essere rimasto sepolto sotto abitazioni costruite con le sue stesse pietre.

(Provence-Alpes-Côte d’Azur, France)

©SCStock/iStock

Il patrimonio religioso e gli Alyscamps: memoria dei vivi e dei morti

In place de la République, dominata dall’obelisco romano e dalla facciata classica del municipio, il percorso prosegue verso la Chiesa di Saint-Trophime. Se ne attraversa il portale romanico, dove animali fantastici, scene bibliche e apostoli emergono dalla pietra scolpita nel XII secolo. All’interno, il coro gotico sorprende per la sua altezza. Si passa poi nel chiostro, i cui capitelli istoriati narrano, colonna dopo colonna, episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento.

All’esterno dell’antica cinta muraria, si attraversano gli Alyscamps, una delle più celebri necropoli gallo-romane dell’Occidente cristiano. Sotto i pini, lungo i sarcofagi di pietra allineati, le iscrizioni e le cappelle in rovina rievocano 1.500 anni di riti funerari, dall’Antichità al Medioevo.

(Provence-Alpes-Côte d’Azur, France)

Cloître de l'église Saint-Trophime d'Arles (Provence-Alpes-Côte d’Azur, France)

I musei di Arles: tra archeologia e creazione contemporanea

Presso il Museo dipartimentale di Arles antica, situato sulla penisola del Circo romano, si possono ammirare sarcofagi, mosaici e plastici, oltre al busto di Cesare e a una chiatta di 31 metri, testimonianza dell’attività fluviale della città. Il Museon Arlaten ripercorre invece la vita provenzale dal XVIII al XX secolo attraverso costumi, attrezzi agricoli e oggetti domestici. Presso il Museo Réattu, ospitato nell’antico priorato dell’Ordine di Malta, si attraversano spazi che fondono pittura classica e fotografia contemporanea. Alla Fondazione Vincent van Gogh, diverse esposizioni affiancano l’opera del pittore olandese, che soggiornò ad Arles tra il 1888 e il 1889, a quella di artisti contemporanei.

Il Parc des Ateliers e la torre LUMA: nuovo polo creativo di Arles

A sud della città, si accede al Parc des Ateliers, un’area ferroviaria dismessa di 11 ettari trasformata in sito culturale. La Torre LUMA, progettata da Frank Gehry, si impone con la sua silhouette tubolare rivestita da 11.000 pannelli in acciaio inossidabile. Salendo ai piani superiori, si susseguono esposizioni e opere di giovani artisti plastici e di autori di fama internazionale. All’esterno, i giardini rievocano i paesaggi della Camargue, con piantagioni di salicornia, tamerici e sparto pungente, punteggiate da sculture e panchine. Si passeggia tra visitatori, artisti e ricercatori, in un luogo che unisce patrimonio industriale e culturale.

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Pausa gastronomica

Per il pranzo ci si può accomodare al Drum Café, allestito alla base della torre di Gehry. Il menù propone prodotti tipici come l’agnello delle Alpilles, il riso della Camargue e verdure di stagione, in abbinamento a vini bio provenienti da piccoli produttori locali.

Cosa fare nei dintorni di Arles Le più belle escursioni nel delta del Rodano

L’abbazia di Montmajour, sentinella delle Alpilles

Lasciando Arles lungo la strada per Fontvieille, appare ben presto la collina boscosa di Montmajour, dove i monaci benedettini fondarono l’abbazia nel X secolo. Si accede alla cripta del XII secolo, scavata nella roccia, prima di raggiungere la chiesa superiore, la cui navata romanica si apre su un coro gotico incompiuto. Il chiostro, riccamente scolpito, invita alla sosta. Si salgono poi i 124 scalini della torre dell’Abate, edificata nel XIV secolo, per raggiungerne la sommità: da qui la vista spazia sulla piana di Arles, sulle Alpilles a nord e, nelle giornate limpide, sulle Cevenne a ovest.

La plaine d’Arles depuis l’Abbaye de Montmajour

©Flavio Vallenari/Getty Images Plus

Le paludi del Vigueirat, una riserva naturale preservata alle porte di Arles

A circa dieci chilometri da Arles, le paludi del Vigueirat si estendono nel punto d’incontro tra la Crau e la Camargue. Presso il centro visite sono disponibili diverse modalità di esplorazione: a piedi lungo gli itinerari segnalati, in calesse o a cavallo. Si percorre il sentier des Cabanes (sentiero delle Capanne), che attraversa canneti, praterie umide e boschetti di tamerici. Dagli osservatori è possibile avvistare aironi cenerini, garzette e, talvolta, cavalli bianchi allo stato brado. Si può inoltre esplorare il giardino etnobotanico, dedicato alle piante un tempo utilizzate dagli abitanti del delta. I pannelli didattici illustrano la gestione idrica del sito, ereditata dagli ingegneri olandesi giunti nel XVII secolo per bonificare le paludi, e oggi adattata per preservare la biodiversità degli ambienti.

I paesaggi della Camargue a La Palissade e sui sentieri del delta

Per scoprire la Camargue più autentica, si consiglia di spingersi fino al domaine de La Palissade, l’unico territorio del delta a non essere mai stato arginato. Sui suoi 700 ettari, canneti, praterie di “saladelle” (il limonio locale) e dune mobili mutano seguendo il ritmo delle piene del Rodano e delle tempeste marine. Si percorre uno dei tre sentieri segnalati, il più lungo dei quali si snoda per 7,5 chilometri fino alla spiaggia di Piemanson. La vegetazione cambia man mano che si avanza: giunchi, salicornia e sparto pungente si susseguono in base alla salinità e all’umidità del suolo. Si raggiunge poi la “digue à la mer” (la diga a mare), un’ampia pista ciclabile e pedonale che arriva fino al faro di La Gacholle. In sella a una bicicletta o camminando lungo questa via rettilinea, costeggiata dal Mediterraneo e dagli stagni, si oltrepassa lo stagno del Fangassier, dove ogni primavera migliaia di fenicotteri rosa costruiscono i loro nidi di fango.

Salin-de-Giraud: tra patrimonio industriale e paesaggi salati

Salin-de-Giraud è un villaggio industriale situato all’estremità sud-est del delta, a circa 35 chilometri da Arles. Qui, si passeggia tra strade costeggiate da case in mattoni rossi, edificate nel XIX secolo per alloggiare gli operai. Si può notare la chiesa ortodossa, costruita nel 1862 per la comunità greca che si era stabilita in questa zona. Costeggiando il Grande Rodano, si fiancheggiano i bacini salanti, dove l’acqua di mare evapora lentamente. Ai piedi della montagna di sale, un belvedere offre un punto di vista spettacolare, in particolare a fine giornata, quando la luce infuoca le paludi. Si prosegue fino alle spiagge di Piemanson o di Beauduc, vaste distese di sabbia frequentate dagli amanti degli ampi spazi aperti.

(Provence-Alpes-Côte d’Azur, France)

©phbcz/iStock

Il parco ornitologico di Pont-de-Gau: immersione nel cuore della fauna

Lungo la strada che conduce a Saintes-Maries-de-la-Mer, a circa quaranta minuti da Arles, si raggiunge il parco ornitologico di Pont-de-Gau, che si estende su 60 ettari di stagni e canneti. Il biglietto consente l’accesso al sito per l’intera giornata: senza fretta, è possibile noleggiare un binocolo al centro visite e sostare su una panchina per ammirare il volo degli uccelli sopra gli specchi d’acqua. Si può inoltre visitare il centro di recupero, dove vengono curati gli esemplari feriti prima della loro reintroduzione in natura. In autunno e in inverno il parco si svela nel suo momento migliore, quando le specie migratrici provenienti dal nord Europa si uniscono ai residenti stanziali, trasformando ogni specchio d’acqua in un vero teatro ornitologico. Uno spettacolo indimenticabile!

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