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Road trip lungo la Großglockner Hochalpenstraße in Austria

Road trip lungo la Großglockner Hochalpenstraße in Austria

Vue sur la route alpine du Grossglockner

©PytyCzech/iStock

Con i suoi 36 tornanti numerati, i passi a 2.500 metri di altitudine e le viste sul ghiacciaio del Pasterze, la strada alpina del Grossglockner s'impone come l'itinerario simbolo delle Alpi austriache. In auto o in moto, si attraversa il cuore del Parco Nazionale degli Alti Tauri seguendo uno dei tracciati di montagna più leggendari d'Europa.

Tappe 1 e 2 – Zell am See e la valle della Fusch

La strada inizia a Zell am See, incantevole località alpina incastonata sulle rive di un lago glaciale a 750 metri di altitudine. Dopo una passeggiata nell’animato centro storico, si costeggia il lago dove si susseguono hotel in stile Belle Époque e terrazze affacciate sulle acque di un blu profondo. All’uscita della città si apre la valle della Fusch: una quindicina di chilometri lungo i quali si alternano pascoli e piccoli borghi. Attraversando la gola boscosa della Bärenschlucht tramite un tratto a mezza costa, lo sguardo abbraccia il Sonnenwelleck (3.266 m) e il Fuscherkarkopf (3.331 m), la cui maestosità annuncia lo scenario dell’alta montagna.

Riprendendo la strada, l’aria si fa più frizzante, i prati scompaiono e la roccia domina il paesaggio. Si arriva così a Fusch, porta d’ingresso della Strada Alpina del Grossglockner: il casello segna l’inizio dell’ascesa, con la montagna a fare da sfondo. Merita una sosta il parco faunistico di Ferleiten, dove marmotte e camosci offrono uno scorcio del mondo alpino, prima di proseguire verso le vette.

Vue sur Zell am See et la vallée de la Fusch

©nodramallama/Getty Images Plus

Tappe 3 e 4 – Fuscher Törl ed Edelweissspitze, i primi panorami a 360°

Da Fusch, la strada si inerpica in una serie di tornanti impressionanti. In 14 chilometri si superano ben 1.300 metri di dislivello. Il tracciato si sviluppa lungo il massiccio del Wiesbachhorn, costeggia il burrone di Piffkar e offre una successione di punti panoramici che invitano a rallentare. Sul passo del Fuscher Törl, arroccato a 2.428 metri di altitudine, un rifugio con una terrazza panoramica invita ad una graditissima pausa. Da qui, è possibile ammirare la valle della Fusch con le cime innevate del Goldberg in lontananza.

Proseguendo, si lascia il passo attraverso una deviazione lastricata che conduce all’Edelweissspitze. La piccola rampa si innalza con curve strette fino a 2.577 metri. In pochi minuti, si raggiunge una piattaforma che offre un panorama a 360°: dal Glockner a ovest al lago di Zell all’orizzonte, passando per le creste del Goldberg e i massicci della Carinzia. Il contrasto tra ghiacciai, ghiaioni rocciosi e prati alpini conferisce tutta la sua singolarità a questo belvedere.

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In moto

A Fusch, si può ritirare una mappa gratuita che indica le 36 curve, i passi e i parcheggi. Una sosta all’Edelweissspitze è d’obbligo: la strada, stretta ma percorribile, sfocia sul panorama più bello dell’itinerario, con un parcheggio riservato ai veicoli a due ruote.

Refuge du Fuscher Törl et vue sur la route alpine du

Refuge du Fuscher Törl et vue sur la route alpine du Grossglockner (Salzbourg, Autriche)

Tappa 5 – A Fuscher Lacke, una sosta museale attorno al lago

Il percorso scende leggermente verso Fuscher Lacke, un piccolo lago di montagna a 2.261 metri di altitudine. Le sue acque scure riflettono le pareti rocciose e invitano a una breve passeggiata. Un sentiero circolare, accessibile a tutti e scandito da pannelli informativi sulla fauna locale, consente di farne il giro. Lungo il percorso si attraversa un caos roccioso soprannominato «Hexenküche» (Cucina delle Streghe), un curioso ammasso di blocchi dove crescono piante rare abituate all’altitudine.

Nelle vicinanze, una mostra permanente (Bau der Strasse) ripercorre la costruzione della strada negli anni ’30, un cantiere titanico che ha mobilitato più di 3.000 operai. Il piccolo museo della Natura alpina (Haus Alpine Naturschau), a ingresso gratuito, completa la visita e consente di scoprire la formazione geologica delle Alpi, le pratiche pastorali e l’adattamento degli animali alla montagna. Una sosta istruttiva, più tranquilla, che contrasta con l’intensità del percorso.

Vue sur la route alpine du Grossglockner

©PytyCzech/iStock

Tappa 6 – Hochtor, passaggio in Carinzia attraverso il versante sud

La salita riprende fino al passo dell’Hochtor, che culmina a 2.505 metri. La strada si immette quindi in una galleria scavata nella roccia, confine tra il Land di Salisburgo e quello della Carinzia. All’uscita, l’orientamento cambia: lo sguardo si volge ora verso est e la valle di Seidelwinkl.

Inizia una discesa che si sviluppa per dieci chilometri, intervallata da punti panoramici. Si distinguono le cime dello Schobergruppe e, in lontananza, la sagoma del Grossglockner che si staglia a ovest. Attorno, la vegetazione si dirada, l’aria diventa più secca e piccoli torrenti scendono a cascata attraverso prati dove pascolano le greggi.

Tappa 7 – Franz-Josefs-Höhe, paesaggio glaciale e trekking in alta quota

Deviando sulla Gletscherstrasse (Strada dei Ghiacciai), si raggiunge la Franz-Josefs-Höhe dopo aver attraversato gli alpeggi di Pockhorn. Questo sito, a 2.369 metri, deve il suo nome alla visita dell’imperatore Francesco Giuseppe nel 1856. Oggi, una vasta piattaforma offre una vista mozzafiato sul ghiacciaio del Pasterze, il più lungo d’Austria con i suoi otto chilometri. Dal suo promontorio, si può prendere una funivia che scende verso il lago glaciale.

È anche il punto di partenza di diversi sentieri escursionistici: quello del Kaiserstein conduce in un’ora alla stazione di osservazione Swarovski, attrezzata con cannocchiali. Si percepisce allora il sordo rimbombo dei seracchi che si staccano dal ghiacciaio e il gioco di colori tra il candore delle nevi eterne e il verde dei prati. Dei pannelli spiegano la rapida evoluzione del massiccio e le sue sfide climatiche.

Tappa 8 – Heiligenblut, fine del percorso in uno scenario da cartolina

Il circuito si conclude a Heiligenblut, località a 1.288 metri di altitudine, ai piedi del Grossglockner. Qui si scopre un borgo tranquillo dominato dalla Chiesa gotica di San Vincenzo. Costruita nel XV secolo, ospita una reliquia del Sacro Sangue, tuttora meta di pellegrinaggio. Sulla piazza, si possono ammirare le facciate in legno e i balconi fioriti che compongono un’immagine tipicamente alpina. Successivamente, si prende la telecabina verso la cima dello Schareck (2.604 m). Da lì, un sentiero conduce alla Gjaidtroghöhe, offrendo una prospettiva su più di 40 cime che superano i 3.000 metri. Qui si misura l’ampiezza di questo territorio, diviso tra ghiacciai, creste rocciose e valli verdeggianti.

L'église Saint-Vincent d'Heiligenblut

L'église Saint-Vincent à Heiligenblut (Carinthie, Autriche) - ©Andrey Danilovich/iStock

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Il periodo migliore

La strada del Grossglockner è aperta da inizio maggio a fine ottobre. Per paesaggi più fioriti, giugno o luglio sono i mesi ideali, mentre a settembre, la luce radente e il traffico più tranquillo permettono di godere appieno dei panorami.

Viaggiare senza fretta

La strada del Grossglockner si percorre facilmente in una giornata, ma è sicuramente meglio soffermarsi un po’ più a lungo per godere appieno delle sue bellezze. In due giorni si possono moltiplicare le soste panoramiche e trascorrere una notte a Fusch an der Glocknerstrasse o a Heiligenblut. Se si opta per escursioni nel parco nazionale e pernottamenti in rifugio occorre prevedere una permanenza di tre o quattro giorni.

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