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L’Auberge de la Maison (Courmayeur)
Emmanuel Tresmontant-26-01-2009
Se per caso ti venisse voglia di trascorrere qualche giorno nella stazione invernale più famosa della Valle d’Aosta, ti consiglio di fare conoscenza con un personaggio appassionante e fuori dal comune: Léo Garin.
Questo ex pilota di rally, sciatore, alpinista, giocatore di golf, cuoco, uomo d’affari e pittore dirige oggi la rinomatissima Auberge de la Maison, che gode di una vista ineguagliabile sul Monte Bianco.
Combinando il comfort più moderno al fascino rustico dell’antico, quest’albergo di 33 camere è uno dei più belli di Courmayeur. Per arredarlo, Léo Garin ha infatti giarato per anni nei mercati delle pulci, da rigattieri e antiquari, sia in Francia sia in Italia, in cerca di mobili autenticamente montanari. Unica eccezione: nel salotto troverai un magnifico divano veneziano a tre posti che, ci spiega, era ideato in origine per i giovani fidanzati: «La nonna sedeva tra i due ragazzi affinché non succedesse niente di scandaloso… »
Il ristorante propone una cucina tipica della Valle d’Aosta, come la saporita polenta cùnsa (polenta condita con burro fuso e formaggio), la zuppa di Valpelline(una minestra tradizionale a base di lardo, cavolo verza e rosmarino) e la deliziosa insalata di patate bollite tiepide alla mocetta (un tempo ricavata dalla coscia disossata dello stambecco, oggi da carne di camoscio, immersa nelle spezie, essicata e stagionata), condita con olio d’oliva toscano e limone. Ma vanno gustati anche i ravioli fatti in casa, il risotto alle verdure e le deliziose castagne calde servite con panna montata, il dessert per eccellenza della Valle d’Aosta.
Negli anni ‘60 e ‘70, Léo Garin si era creato una reputazione fondando il ristorante La maison de Filippo (una stella Michelin), che aveva accolto Charles De Gaulle venuto ad inaugurare il tunnel del Monte Bianco. Oggi, a 60 anni, Léo Garin è la memoria vivente e la testa pensante di Courmayeur, di cui dirige l’Ente del Turismo. Ma ciò di cui va più fiero è la collezione unica al mondo, costituita in 40 anni di pazienti ricerche, di stampe antiche che rappresentano le Alpi, come erano viste tra il 1740 e il 1860.
Pubblicato nel dicembre scorso, il suo bel libro Voyage au coeur des Alpes (edizioni Glénat) riproduce 150 stampe inedite realizzate dai più grandi artisti dell’epoca, come Marc-Théodore Bourrit (1739-1819), E.T. Coleman (1748-1827), James Pattison Cocburn (1779-1847), Johann Rudolf Dikenmann (1793-1883) e Eugène Cicéri (1813 – 1890). Questi virtuosi della tempera e dell’acquarello, che realizzavano le loro opere di fronte al soggetto, erano anche degli alpinisti emeriti. Le loro opere, che mescolano il pittoresco al romanticismo e al realismo, restituiscono il sentimento di meraviglia, ma anche a volte di terrore, vissuto dai primi alpinisti. Col passare del tempo, e malgrado il progresso della fotografia, hanno influenzato anche il nostro modo d’immaginare le Alpi, dal Monte Bianco al Monte Cervino, da Chamonix a Zermatt…
Auberge de la Maison
11013 Entreves
Courmayeur - Aosta
Tel.: +39 0165 869811
Fax: +39 0165 869759
Tel.: +39 0165 869811
Fax: +39 0165 869759
