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Intemelia: Dolceacqua, la sua valle e il suo territorio

11-08-2008

Di Samuel Cogliati
Per numerosi turisti, la Liguria si estende da Levante a Ponente solo lungo le coste. Nondimeno, lontano dal mare, un mondo poco conosciuto e poco popolato racchiude una natura selvaggia, affascinanti borghi medioevali e offre un’accoglienza semplice e sincera con alcuni eccellenti prodotti del territorio e una cucina squisita.



© S. Cogliati

Molto più che vestigia
La valle del torrente Nervia risale da Ventimiglia fino al paese di Pigna, una ventina di chilometri a nord. Questa piccola regione (che “sconfina” sulla vallata parallela, la valle Argentina) ha assunto la denominazione di “comunità montana Intemelia” (dal nome di un antico popolo celta). Ne fanno parte 16 Comuni.
 
Questi villaggi contano solo qualche centinaio di abitanti, ma sono accomunati da un’architettura rustica piena di fascino: stradine anguste, dette carugi, delineano il tessuto urbano. Questi passaggi s’insinuano tra mura di pietra talvolta piuttosto alti, fino a due, tre, quattro piani. Questo consente di ripararsi dal sole.
 
Ma il villaggio assomiglia soprattutto a una fortezza, agevole da difendere dai nemici, in una regione da sempre considerata di frontiera. Questi piccoli borghi medioevali hanno attraversato i secoli e sono arrivati a noi intatti.


© S. Cogliati

Un ponte, un castello, un paese
Da una quindicina d’anni, la valle del Nervia sta conoscendo una crescente notorietà, soprattutto grazie al paese di Dolceacqua, facile da raggiungere (8 chilometri dal mare). Uno sguardo è sufficiente a comprendere come mai il villaggio porti questo nome.
 
Le rovine del castello dei Doria e il ponte romanico perfettamente conservato gli conferiscono un certo fascino, che sedusse Claude Monet, i cui dipinti inorgogliscono gli abitanti. Questo ponte sulle acque del Nervia, lungo 33 metri, è stato a lungo l’unica via di comunicazione tra le due parti del centro abitato. La “Terra”, cresciuta sulla riva sinistra seguendo le curve altimetriche ai piedi del castello, è il quartiere più antico; qui, i carugi sono piuttosto impressionanti. Il “Borgo”, sulla riva destra, fu creato a partire dal Quattrocento.
 
Il castello dismesso è utilizzato dal Comune per eventi turistici, come i grandi fuochi d’artificio del mese d’agosto (quest’anno, previsti sabato 23). Questa fortezza del XII secolo fu ingrandita e rimaneggiata varie volte. Nonostante numerosi assedi e attacchi, le sue due torri a pianta quadrangolare sono ancora imponenti.


© S. Cogliati

Una piazza, un campanile e una bici
Arroccato sul culmine di uno sperone roccioso, il borgo di Apricale (291 metri d’altitudine) è meno noto al grande pubblico, ma altrettanto fascinoso.
 
La bellezza della piazza centrale vi sedurrà quanto i carugi, i portici e le gallerie. E’ qui che, d’estate, si svolgono numerosi concerti e spettacoli che attirano centinaia di persone.
 
Nel tempo, Apricale ha richiamato artisti che gli hanno donato le loro opere. La più curiosa è senza dubbio la bicicletta fissata da Sergio Bianco in cima al campanile nel 2000.
 
On the road
L’Intemelia è una splendida destinazione per gli appassionati della strada. Non perdete l’occasione di dare un’occhiata ai paesi di Baiardo (con il suo belvedere sulle Alpi), Pigna (la sua loggia medioevale e il polittico di Giovanni Canavesio), Castelvittorio e Perinaldo, abbarbicati sulle alture. I percorsi che li uniscono sedurranno gli amanti della guida sportiva (prudente!) in auto o in moto. A maggior ragione, faranno la felicità dei ciclisti. Le strade più panoramiche sono la discesa da Perinaldo ad Apricale (SP62) e la salita da Pigna al colle Langan (SP65), luogo magnifico e selvaggio. 
 
Gli irriducibili del benessere troveranno a Pigna le uniche terme di tutta la Liguria, nel complesso Grand Hôtel Pigna Antiche Terme.


© S. Cogliati

Brindare con il Rossese
Il Rossese è il re dei vitigni liguri. Difficile da coltivare, sa tuttavia dare un vino rosso scarico ma pieno di carattere. I suoi grappoli grossi, gli acini dalle bucce sottili, la sua sensibilità alle malattie crittogamiche lo rendono poco attraente agli occhi dei viticoltori. La frammentazione della proprietà – quasi interamente terrazzata – rende ancora più complesso il loro compito. Ciò nonostante, la viticoltura quasi montana di Dolceacqua sopravvive da secoli. La piccola denominazione d’origine controllata “Rossese di Dolceacqua” produce solo 1.500 ettolitri circa l’anno.
 
Il più famoso vignaiolo locale, l’ottuagenario Giobatta Mandino Cane, produce ormai solo qualche centinaio di bottiglie molto difficili da reperire. Tuttavia, qualche ristorante custodisce ancora rari campioni da non perdere.
Tra i guardiani della tradizione, Antonio Perrino “Testalonga” ne ha in un certo senso raccolto il testimone. La sua produzione è ridottissima, ma lavora con molto amore della sua terra e dei suoi vini. Il Rossese, vinificato in botte, è al tempo stesso un poco rustico e complesso: il suo bouquet è ricco, mediterraneo, il suo gusto distinto e generoso. Testalonga (soprannome che campeggia sulle etichette) produce anche un Vermentino poco comune, strutturato grazie alla vinificazione “sulle bucce” di uve bianche pigiate.
Gli appassionati di uno stile più mediato e moderno troveranno dei Rossese solidi e distinti alla tenuta Terre Bianche, diretta dal giovane Filippo Rondelli. Il vino “base” è fresco e vinoso, la versione Bricco Arcagna (un po’ legnosa) è più concentrata.
Nella stessa valle, anche l’azienda Gajaudo propone vini ben confezionati.
 
Due aziende vanno segnalate in valle Argentina, che rientra nell’area della Doc. La Tenuta Anfosso, che offre un 2006 abbastanza espressivo, e soprattutto la tenuta Maccario Dringenberg, guidata da Giovanna Maccario. Il suo Rossese 2007 è sobrio, vivo e fruttato (belle note di ciliegia), piuttosto vicino alla tradizione ma scrupoloso sul piano enologico.
 
Potete trovare tutti questi vini nella migliore enoteca della zona, l’Enoteca Re a Dolceacqua, gestita dall’appassionatissima Maresa Bisozzi.


© S. Cogliati

Sapori e buona cucina
Il Rossese accompagna con successo una cucina regionale piuttosto rustica ma molto gustosa. Il territorio dispensa un piccolo numero di prodotti, ma di che qualità! L’olio d’oliva extra vergine (la Dop “Riviera ligure” è basata sulla varietà taggiasca), i fagioli bianchi di Pigna, il carciofo viola di Perinaldo, i funghi e la selvaggina dei boschi, cinghiale in testa.  
 
Il ristorante Apricale da Delio è il punto di riferimento dei buongustai. In un ambiente elegante, vi proporrà piatti ricchi e al tempo stesso sottili, costruiti sui migliori prodotti locali. Il tortino caldo di funghi e patate è eccellente, ma vi delizieranno soprattutto i ravioli di coniglio nel loro sugo al profumo di timo, un capolavoro di raffinatezza. In fine, Delio Viale (a lungo gestore di un rinomato ristorante a Dolceacqua) vi struggerà con il suo grande classico: lo stufatino di capra con fagioli bianchi di Pigna, avvolgente e saporito. La carta dei vini include tutte le migliori etichette dell’Intemelia, nonché una selezione oculata degli altri vini liguri.
 
Coloro che prediligono un ambiente casereccio possono affidarsi alla Vecchia Ostaia, un locale che ama definirsi calabro-ligure! Immigrata 50 anni fa dalla regione di Reggio Calabria, la famiglia Di Piccolo gestisce da tempo questa tavola molto legata alla sua cultura d’origine. Le ricette meridionali si uniscono ai prodotti locali: le verdure dell’orto – coltivato da papà Michelangelo – si sposano alla straordinaria pasta fatta a mano ogni giorno da mamma Angela e da sua figlia Dominque. Sebastiano, il primogenito, cura il servizio in sala.
 
La valle non manca di ristoranti. Altri buoni indirizzi vi attendono a Isolabona (Da Bruno), a Pigna (Vecchie Terme) e a Baiardo (Jolanda).

Informazioni turistiche

Comune di Dolceacqua
Assessorato Turismo e Cultura
Via Doria, 10 – 18035 Dolceacqua (Imperia)
Tel. 0184/206899 – Fax 0184/205791
www.dolceacqua.it
comune.dolceacqua@interfree.it
 
I.A.T. – Ufficio Informazioni Turistiche                                      
Via Barberis Colomba, 5 – 18035 Dolceacqua (Imperia)
Tel. 0184/206666 
Fax 0184/205791
Sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18.
 
Dove mangiare
 
Ristorante Apricale da Delio
Piazza Vittorio Veneto, 9 ­– 18030 Apricale (Imperia)
Tel. 0184/208008
Menu degustazione da 25, 29 e 35 euro.
Chiuso lunedì e martedì.
 
Ristorante La Vecchia Ostaia
Via Provinciale, 34 - 18036 San Biagio della Cima (Imperia)
Tel. 0184/289249
Cell. 3408464461
Menu degustazione da 32/34 euro
Chiuso mercoledì.
 
Dove dormire
 
Bed & breakfast La Casetta di Vale
Via Borgogno 5 – 18035 Dolceacqua (Imperia)
Tel. 0184/206 175
Cell. 3401492303
Camere da 40 a 60 euro a notte.  
Un Rossese casereccio rustico ma autentico servito al banco.
 
Grand Hôtel Pigna Antiche Terme
Regione Lago Pigo – 18037 Pigna (Imperia)
Tel. 0184/240010
Camere da 100/180 euro, junior suite da 150/200 euro
 
Vini e aziende agricole
 
Perrino Antonio “Testalonga”
Via M. Laura 2 – 18035 Dolceacqua (Imperia) 
Tel. 0184/206267
 
Az. Agr. Terre Bianche
Località Arcagna – 18035 Dolceacqua (Imperia)
Tel. 0184/31426
Fax 0184/31230
 
Az. Agr. Maccario Dringenberg
Via Torri, 19 – 18036 San Biagio della Cima (Imperia)
Tel. 0184/289947
 
Tenuta Anfosso
Corso Verbone 31-175 – 18036 Soldano (Imperia)
Tel. 0184/289906
 
Enoteca Re
Via Patrioti Martiri, 21 – 18035 Dolceacqua (Imperia)
Tel. 0184/206137 / 205051

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