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La miniera di sale di Wieliczka (Polonia)
| 23-02-2009 Di Pierre-Brice Lebrun C’è un ascensore, ma la discesa si fa a piedi: una stretta scala di 378 gradini conduce i visitatori a 64 metri di profondità, per una visita spettacolare delle viscere abitate della terra … La miniera di sale di Wieliczka, nella periferia di Cracovia, è attiva dal XIII° sec. Vi si estrae ancora il salgemma, ma il turismo ha preso il sopravvento sulla produzione, diventata accessoria. Per evitare l’inondazione della miniera, la manutenzione dei 300 chilometri di gallerie viene fatta con estrema cura. L’acqua indesiderata continua ad essere pompata e un impianto di trattamento delle acque, istallato nel 1912 e modernizzato nel 2003, consente la raccolta del sale. Nero come la roccia, il sale di Wieliczka diventa bianco una volta triturato. Viene trasformato in sali da bagno profumati o in sale da tavola, ma le lampade di sale, rosa o arancioni, vendute all’uscita sono tutte fabbricate con un sale venuto d’altrove: il commercio deve pur vivere… Dio ti protegga! La cosa più sorprendente nella miniera di Wieliczka è la decorazione delle sale e delle gallerie. Con lo scisto argilloso, contenente l’85 % di sale, sono state scolpite statue, cappelle e sculture a bassorilievo, religiose e profane, che raccontano la storia della miniera e celebrano le sue leggende. Alcune ricostituzioni interamente ricavate nel sale rendono omaggio alla Polonia. Tra gli eventi e i personaggi sono celebrati anche Solidarnosc e Giovanni Paolo II. Sottoterra troviamo anche una sala esposizione, una sala conferenze, un bar, un ristorante e una vera e propria cattedrale (a 101 metri di profondità). Quasi tutte le guide, poliglotte, sono minatori. Quando s’incontrano, si salutano dicendosi l’un l’altro: «Dio ti protegga»: persino i comunisti non hanno potuto vietare questa tradizione! Malgrado le condizioni di lavoro estremamente difficili, i minatori, che erano impiegati statali, venivano considerati dei lavoratori privilegiati: si era minatore di padre in figlio. I minatori sono tuttora molto fieri di lavorare a Wieliczka. Una scala in legno penetra nelle viscere della miniera: nella parte più profonda della visita, nella Camera Russegger che ospita il Museo delle Miniere di sale di Cracovia (incluso nella visita), 135,6 metri di sale separano il visitatore dalla superficie! Un bar e un ristorante, situati a 125 metri sotto terra, consentono al visitatore, dopo 2 chilometri e 2 ore e mezza di passeggiata sotterranea a 14° C, di riprendersi dalle emozioni. Dalla miniera si può persino comprare, affrancare e spedire una cartolina! Pozzo Danilowicz Il Pozzo Danilowicz, un tempo utilizzato per far risalire il sale, è stato scavato tra il 1635 e il 1640. Oggi ospita la biglietteria e il punto vendita dei souvenir. Da quasi due secoli, i turisti si accalcano per visitare la miniera, in cui era sceso, nel 1493, Niccolò Copernico, studente a Cracovia: all’eminente astronomo è dedicata la prima sala sotterranea. Sala Janovice Nella sala Janovice, scavata all’inizio del XVII sec., sei statue raccontano la leggenda della regina Kinga (Cunegonda in italiano), patrona dei minatori, canonizzata nel 1999 da Giovanni Paolo II. Figlia del re d’Ungheria e moglie di Boleslas il Casto, principe di Polonia, Kinga perse il suo anello di fidanzamento nel pozzo della miniera di sale di Marmarosz, che le aveva regalato suo padre. Arrivata in Polonia, nelle vicinanze di Cracovia, diede ordine di scavare un pozzo. I minitatori si misero al lavoro e scoprirono allora un giacimento di salgemma; nel primo cristallo che estrassero venne rinvenuto l’anello della principessa, arrivato miracolosamente fino lì… Sala Casimiro il Grande Questa grotta, scavata nel 1743, fu battezzata Casimiro il Grande nel 1968 e ornata d’un busto scolpito da Władysław Hapek. Nel 1368, Casimiro il Grande promulgò una legge, nota con il nome di «statuto di Kazimierz», che definiva le condizioni di funzionamento della miniera di sale e che riconosceva ai minatori alcuni diritti sul sale estratto dalle miniere. Nel XIV sec. il sale costituiva una vera e propria ricchezza economica e lo sfruttamento delle miniere rappresentava il 30 % della ricchezza nazionale. Grazie a queste entrate, il re pagava il salario dei dignitari di Stato e il soldo dei soldati (la parola salario deriva del resto dalla parola sale, sal in latino, e il sale servì per molto tempo da moneta). Il sale era anche indispensabile per la conservazione, il trasporto e il commercio del cibo. Galleria Kunegunda Nell’imbocco della galleria Kunegunda, che collega due pozzi, il tesoro di Wieliczka è custodito da alcuni folletti colorati e birichini: si racconta che la mattina, i minatori trovavano i loro vagoncini che avevano riempito di sale la sera prima, completamente vuoti: i folletti erano passati di lì… Cappella della Santa Croce La Cappella della Santa Croce ospita una Nostra Signora della Vittoria policroma in legno del XVII secolo e un Cristo in legno del XIX secolo. Si trova al livello II: la miniera di Wieliczka conta nove livelli e 327 metri di profondità. Il pubblico visita meno del 10 % della miniera. Cappella Santa Kinga Lo splendore di questa sala gigantesca meraviglia i visitatori, che abbassano spontaneamente la voce entrandovi. Fondata nel 1896, è alta 12 metri, larga da 15 a 18 metri e lunga più di 54 metri. I cubetti del pavimento sono fatti interamente di sale tagliato. Al centro dell’altare maggiore troneggia una statua di sale che raffigura la santa, eseguita nel 1914. Custodisce le sue reliquie, riportate nel 1994 dal convento di clarisse di Stary Sacz dove la regina Cunegonda, molto provata dalla morte del suo sposo nel 1279, finì i suoi giorni dopo aver donato tutti i suoi beni ai poveri. Questa cappella è un luogo di culto in cui si celebra la messa il 24 luglio (festa di santa Kinga) e il 24 dicembre (messa di mezzanotte). Sala Erazm Barącz Il lago della camera Erazm Barącz, profondo 9 metri, ha inondato in parte questa sala, situata a 100 metri di profondità e sfruttata per 20 anni a partire dal 1846. Si dice che l’acqua di questo lago sia più salata di quella del Mar Morto, ed è vero! Una galleria in legno situata sotto il soffitto della sala, vietata ai visitatori, consente ai minatori di verificare la tenuta delle pareti. Erazm Barącz , celebre collezionista d’arte, fu direttore della miniera di Wieliczka dal 1917 al 1918. Cappella San Giovanni La Cappella San Giovanni, decorata di legno dipinto e verniciato, è stata costruita nel 1859 in un posto remoto della miniera. È stata spostata nel 2005 per essere mostrata ai visitatori e salvata dagli attacchi dell’acqua salmastra. La galleria Antonia sulla sinistra consente di raggiungere il museo e l’ esiguo ascensore, originario, che riporta i visitatori in superficie. Informazioni pratiche Ufficio Turistico Polacco via Barberini 50, 00187 Roma tel. 06 4827060 fax 06 4817569 Cracovia Kopalnia Soli Wieliczka (Miniere di sale) Wieliczka www.kopalnia.pl (in italiano) |
