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Château Ausone, i misteri di un grande vino
| 09-11-2009 Di Emmanuel Tresmontant Premier Grand Cru Classé «A» di Saint-Émilion, lo Château Ausone è considerato dagli specialisti il più prestigioso Grand Cru Classé di tutto il Bordelese. Alain Vauthier, il proprietario, ha accettato gentilmente di riceverci poco prima della vendemmia 2009. Nel mondo del vino, la regola è semplice: più uno château è prestigioso, più è difficile accederci! Essere accolti allo Château Ausone è quindi un privilegio raro che siamo fieri di esibire, ancor più della Legione d’onore o di un’iscrizione al Who’s Who! Ma è anche un momento d’intensa poesia che fa toccare con un dito il mistero intrinseco dei grandi vini. La più antica parcella dello Château Ausone è ubicata in cima ad un piccolo poggio calcareo che sovrasta la valle della Dordogna, a sud-est di Saint-Émilion. La vigna fu piantata qui per la prima volta nel IV sec., nel luogo in cui si trovava un antico cimitero romano. Le vigne attuali, di circa cinquant’anni d’età, circondano una cappella romanica dedicata a Santa Maddalena nella quale scopriamo un altare e alcune tombe scavate direttamente nella roccia. Le vigne affondano le radici fino alle pietre di una cava di estrazione del XVI sec., oggi trasformata in “chai”, cioè in cantina di vini: lo chai di Ausone! ![]() © E. Tresmontant La visione verticale di questo luogo è favolosa poiché materializza la simbiosi della vigna e della pietra, che è caratteristica di Saint-Émilion: in alto, le vigne, le cui radici sono direttamente in contatto con la roccia calcarea, e, qualche metro più in basso, i 200 fusti di quercia all’interno dei quali è allevato per 20 mesi il vino di Ausone. Per Alain Vauthier, che ha preso il comando dell’azienda di famiglia nel 1997, il magnetismo di questo luogo è innegabile: «Qui ci sono energie positive che sento fisicamente e che si esprimono nel vino, ne sono convinto. Dal punto di vista scientifico, è una zona intatta da esplorare!» Nato a Saint-Émilion, Alain Vauthier è uno dei viticoltori più stimati di Francia. Ed anche uno dei più segreti… Ma come ha fatto quest’uomo discreto ad innalzare Ausone allo stesso livello dei Pétrus, Latour e Margaux? «Fino al 1997, Ausone era un buon Grand Cru di Bordeaux di livello “due stelle”. In 10 anni, Alain Vauthier ne ha fatto un “tre stelle”, e forse persino il primo di tutti!», ci spiega Robert Vifian, che ha seguito da vicino l’ascensione di Ausone. ![]() © E. Tresmontant Contrariamente a molti suoi pari, Alain Vauthier non parte mai in vacanza, non ama viaggiare e spende pochissimo, offrendosi come unico lusso l’acquisto di un pullover di cachemire ogni 5 anni «perché è più resistente!». Tutte le sue risorse, le investe nell’azienda, partendo dal principio che «il costo di produzione interviene poco quando l’obiettivo è produrre sistematicamente il più gran vino possibile». A sentirlo parlare, Alain Vauthier è un competitore, un uomo d’azione e di disciplina, che cerca i migliori mezzi per raggiungere i suoi obiettivi, sempre a caccia del «fattore che blocca» che, nella vigna o nella cantina, impedisce di raggiungere la perfezione… «Ho ancora un margine di progressione poiché penso che il più gran vino di Ausone è stato prodotto dal mio bisnonno, all’inizio del XX sec.» Una bella prova di umiltà! Lo Château Ausone è composto per il 55% di Cabernet Franc, il vitigno storico di Saint-Émilion, e per il 45% restante di Merlot. È il Cabernet Franc a conferire al vino la longevità, la complessità e la purezza che lo caratterizzano. L’Ausone 2008, che abbiamo degustato in fusto (9 mesi prima dell’imbottigliamento), è impressionante per l’energia, la profondità e il fascino che emana. Un vino complesso, minerale, integro, che non si svela immediatamente... |


