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La Collezione Burrell (Glasgow)

14-12-2007

Di Donna Dailey
Benché non immensa, la Collezione Burrell, esposta a Glasgow, nasconde innumerevoli tesori. Se il ricco Sir William Burrell, un tempo armatore, non è riuscito a  collezionare lo stesso numero di pezzi dei milionari Hearst o Getty, ha comunque sfruttato il suo talento per costituire una delle più belle collezioni di oggetti d’arte in Europa.

William Burrell cominciò a lavorare nell’azienda di famiglia a 14 anni. Alla morte del padre, dieci anni dopo, nel 1885, prese le redini dell’azienda insieme al fratello George. Gli affari prosperarono e, nel 1918, i due uomini rivendettero la maggior parte della flotta di navi Burrell. William investì saggiamente la sua quota di utili e si dedicò alla sua passione di sempre: l’arte.
 
Già all’epoca, William Burrell era un collezionista importante e rispettato. Aveva acquistato i primi pezzi per soddisfare un piacere personale e la maggior parte della collezione riflette il suo interesse per l’arte dell’Europa medievale, gli oggetti in ceramica e in bronzo dell’arte orientale e la pittura europea. Molto più tardi, opere antiche provenienti da tutto il mondo vanno a completare questa collezione.
 
Nel 1944, Burrell lascia la sua collezione in eredità alla città di Glasgow, continuando ad aggiungere nuovi pezzi, fino alla sua morte, avvenuta nel 1958, all’età di 97 anni. Tuttavia, gli abitanti di Glasgow hanno dovuto aspettare molti anni, prima di potere beneficiare della sua generosità. Consapevole degli effetti negativi che l’inquinamento atmosferico ha sull’arte antica, Burrell aveva imposto che la sua collezione fosse ospitata fuori dal centro della città. La ricerca del sito ideale richiese un certo tempo, ma l’attesa è valsa la pena: oggi la Collezione Burrell si può visitare nel contesto verdeggiante del parco naturale di Pollok, a cinque chilometri a sud-ovest dal centro di Glasgow.
 
Accessibile da un viale fiancheggiato d’alberi, l’edificio dallo stile semplice in legno e gres, inaugurato nel 1983, a prima vista non promette granché. Ma appena entrati, si capisce immediatamente perché Burrell aveva avuto la buona idea di insistere, affinché l’edificio fosse realizzato in campagna.
 
Pannelli di vetro dal suolo al soffitto illuminano gli oggetti di luce naturale, mentre l’ambiente esterno di alberi e di verde conferisce un nuovo fascino, molto diverso dalle pareti bianche che si vedono nella maggior parte dei musei. La collezione di vetrate è magnificamente retro-illuminata lungo una galleria. Quanto ai portici e alle arcate in pietra di epoca medievale esposti nel museo, si fondono in modo straordinariamente armonioso con l’architettura moderna dell’edificio.
 
Intorno al cortile, tre sale ospitano mobili in stile gotico e enormi camini riproducono dei pezzi del castello di Hutton, che fu l’ultima dimora di Burrell.
 
Due sale dedicate all’Egitto, alla Grecia e all’antica Roma danno una prima dimostrazione che « la bellezza non è questione di dimensioni » : una raffinata selezione di vasi, di rappresentazioni di arte funeraria, di sculture e artefatti è esposta in varie vetrine. Se tutti i pezzi sono degni d’interesse, la Testa di Zeus (o Posidone) è di gran lunga la più spettacolare.
 
Più estesa, la collezione di arte cinese comprende sia urne funerarie dell’epoca neolitica che magnifici oggetti di porcellana e di giada. L’arte islamica è rappresentata da antiche ceramiche e da splendidi tappeti.
 
Numerose sale sono dedicate all’arte e ai mobili europei dal Medio Evo fino al XVII secolo. Le gallerie degli arazzi racchiudono alcuni dei pezzi più belli del museo – da non perdere la straordinaria scena dei  Contadini a caccia di conigli con i furetti – ma la sala dei ricami è altrettanto impressionante con i cesti finemente ricamati con perle e esemplari di ricami in rilievo.
 
Perfettamente in linea con il pensiero di Burrell – secondo cui le opere dovevano essere presentate in un contesto corrispondente all’epoca della loro creazione – due dei quadri più preziosi, il Ritratto di gentiluomo di Franz Hals e un Autoritratto di Rembrandt, sono esposti in sale decorate con mobili del XVII secolo. Queste contrastano con il piano ammezzato dedicato a straordinarie opere di artisti francesi del XIX secolo, come Degas, Cézanne e Boudin.
 
Burrell era solito dire che quello che conta è la collezione, non il collezionista. Ma qui, tra i tesori che ha riunito e davanti a tutta la ricchezza delle creazioni umane, è molto difficile ammirare l’una senza rispettare l’altro.

Informazioni pratiche

Burrell Collection
2060 Pollokshaws Road
Glasgow, G43 1AT
Tel. : 0141 287 2550

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