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Una passeggiata in garriga intorno al Pic Saint-Loup (Francia)

06-04-2009

Di Georges Rouzeau
Tra le Cévennes e il litorale della Linguadoca, il Pic Saint-Loup domina la garriga dall’alto dei suoi 658 m. Vera e propria figura tutelare dell’entroterra di Montpellier, veglia su un paesaggio modellato dall’uomo da diversi millenni.

Il Pic St-Loup, un vero e proprio simbolo!

«È il nostro Sainte-Victoire», esclama spesso il pittore Vincent Bioulès che ha dedicato al Pic Saint-Loup numerose tele, come fece Cézanne con la montagna Sainte-Victoire, alle porte di Aix-en-Provence.
 
Questa punta di calcare, di trenta milioni di anni, è infatti una vera e propria figura tutelare dell’entroterra di Montpellier. Lo si scorge persino dal Peyroux, la piazza reale di Montpellier. La sua sagoma unica, che culmina a soli 658 m di altitudine, domina maestosamente le garrighe intorno a Montpellier.
 
È anche una vera frontiera climatica. A nord è predominante l’influenza continentale e delle Cévennes, con forti precipitazioni autunnali e inverni rigidi che scendono dal Monte Aigoual; a sud del Pic, un clima mediterraneo in senso stretto che subisce l’influenza del litorale.

Montagna dell’Hortus
© G. Rouzeau/ViaMichelin

La sua ascensione non è facilissima, il duro calcare che riveste il sentiero si rivela molto scivoloso. Per salire in cima, bisogna prendere il sentiero GR60 da Cazevieille, dove c’è un parcheggio.
 
Arrivati sulla vetta, si è sul bordo della faccia nord che scende a picco per diverse centinaia di metri di fronte alla montagna dell’Hortus. Da lì, il panorama è sublime: spazia sulle Cévennes e il monte Aigoual, Montpellier, il mare, gli stagni, e più lontano, il monte Ventoux, le Alpille, il Lubéron, il massiccio del Caroux, e a volte il Canigou e le Sorbières.
 
Qui nidificano numerose specie di uccelli, come l’aquila di Bonelli, il grande corvo, la civetta o il gufo. Anche le orchidee selvatiche si trovano bene da queste parti.
 
L’escursione può continuare seguendo, verso est, il crinale dentellato del Pic Saint-Loup su cui s’innalzano le rovine del castello di Montferrand, un meraviglioso sito romantico.

Statua-menhir di Cazarils
© G. Rouzeau/ViaMichelin

L’uomo di Neanderthal e l’eremita del Pic Saint-Loup

Visibile a vari chilometri di distanza, questo menhir gigante è servito da punto cospicuo e da faro dalla notte dei tempi. Su questa terra ricca di fossili (come le ammoniti), è stata trovata anche la traccia di uomini di Neanderthal che abitavano in una grotta ai piedi della falesia dell’Hortus. Le vestigia ritrovate in quel luogo hanno arricchito la nostra conoscenza del Mousterien, “fasta cultura materiale del Paleolitico” , dicono gli specialisti.
 
Al villaggio preistorico di Cambous, sono state rinvenute casupole in pietra risalenti almeno al 2300 avanti Cristo. Sul comune di Viols-le-Fort, si andranno a scoprire le tombe di Cazarils, e in particolare la statua-menhir detta « testa di civetta ». Cazevielle, villaggio citato dal 1025, situato ai piedi del picco Saint-Loup, occupa un sito neolitico dove è stata scoperta una vasta necropoli costituita da un centinaio di tumuli (circa 700 a.C.).
 
La leggenda legata al nome Saint-Loup ha tante versioni quante sono le giornate di sole a Montpellier. Sappi semplicemente che la vetta del picco ospitò molto presto degli eremiti. L’ultimo eremita, un abate che insegnava ai bambini della pianura e aiutava a tagliare il fieno d’estate, se ne andò poco prima della Prima Guerra Mondiale. La cappella costruita in cima, oggetto di molte cure, testimonia questo passato eremitico, conservato in buono stato anche da un fervente pellegrinaggio il 19 marzo, giorno di San Giuseppe.

Les Matelles
© G. Rouzeau/ViaMichelin

La regione del Pic Saint-Loup

Les Matelles, Verrières-les-Ferrières, Notre-Dame-de-Londres, St-Martin-de-Londres, Saint-Matthieu-de-Tréviers: la corona di paesini che circondano il picco merita di essere esplorata tranquillamente, senza contare le numerose fattorie tradizionali, alcune delle quali risalgono al Medio Evo.
 
Fra tutti questi villaggi, Les Matelles è uno dei nostri preferiti. Edificato in riva al Lirou, questo villaggio fortificato, protetto da mura medievali, allinea le sue case pazientemente restaurate (forse un po’ troppo) ornate di belle scale esterne, finestre lavorate, piazzette…
 
Un altro paesino che ci affascina è Saint-Martin-de-Londres che cela un vero e proprio gioiello, una chiesetta romanica dalle proporzioni divine. Ammira l’ammirevole costruzione  dell’edificio. Tutte le pietre, si tratta di calcare lacustre, sono decorate, all’interno come all’esterno; la piccola apparecchiatura è perfettamente rabboccata, la copertura del tetto di ‘lauze’ (pietra piatta di scisto o calcare), molto curata. Edificata alla fine dell’XI secolo dai monaci di Saint-Guilhem, la chiesa è situata al centro di una piazzetta circondata di case, a cui si accede prendendo una scala.
 
Notre-Dame-de-Londres presenta un’originalità architettonica rimasta misteriosa: è una chiesa dell’XI secolo a due navate. E si trova a ridosso del castello dei Roquefeuille il quale cela bei caminetti e soffitti alla francese ornati da affreschi raffiguranti scene mitologiche (dimora privata).


© G. Rouzeau/ViaMichelin

Una garriga misconosciuta

Della garriga, spesso si conosce solo il profumo inebriante: timo, rosmarino, ginepro rosso…nonostante sia  associata spesso all’idea di «deserto», la definizione di «vegetazione bassa tipica dei terreni calcarei  e rocciosi delle regioni mediterranee» non è molto più accattivante!
 
Questo paesaggio emblematico dell’entroterra mediterraneo rimane quindi misconosciuto. Modellato dall’uomo e dalle sue attività, vanta tuttavia una storia per lo meno millenaria e cela una biodiversità stupefacente. Al primo sguardo, si vede solo una sterpaglia bruciata…
 
Si distinguono in seguito diversi tipi di garriga (dalla prateria alla terra coltivabile) e numerose varietà di alberi, arbusti ed erbacei. Qualche esempio: kermes, acero di Montpellier, pino d’Alep, cisto, ginepro ossicedro, pistacchio terebinto, ginepro comune, ginepro fenicio, afillante di Montpellier…


© G. Rouzeau/ViaMichelin

Vetro, carbone e vino

La garriga ha anche ospitato per vari secoli delle vetrerie dirette da gentiluomini «maestri vetrai». Ritornati rovinati dalle crociate alla fine del XIII secolo, questi nobili furono autorizzati a «lavorare», rinunciando allo svago aristocratico che costituiva la massima parte della loro esistenza. Per cinque secoli (dal XIII al XVIII secolo), i vetrai sfruttarono il legno, la soda (prodotta facendo bruciare la salicornia), la calce e la silice (ottenuta a partire da ciottoli raccolti nel fiume Hérault). Dal XIV al XVIII secolo, si conta una ventina di vetrerie, ma già sotto Luigi XIV, il legno comincia a scarseggiare. I vetrai lo contendevano ai carbonai…
 
Oggi, un itinerario turistico che solca le terre intorno al Causse dell’Orthus (da non confondere con la montagna dell’Hortus) e del Pic Saint-Loup ripercorre questa storia.
 
A Ferrières-les-Verreries, la vetreria archeologica detta di Couloubrines è stata ricostruita sulle basi di un’antica vetreria. Sul posto c’era anche una masseria che doveva nutrire tutta l’azienda. Alla roccia del Causse, sull’Hortus, i resti di una fattoria millenaria mostrano ancora la traccia dell’aia dove si batteva il grano.
 
Oggi, la coltura che trionfa è quella della vigna e i vini del Pic Saint-Loup – come il Mas Bruguière, lo Château de Cazeneuve o il Domaine de l’Hortus – si sono imposti fra i migliori.
 
Ma forse è di sera che i paesaggi del Pic Saint-Loup esalano la loro vera natura da inizio del mondo, quando sulla garriga regna il silenzio assoluto, l’aria è trasparente, la luce bionda...

Informazioni pratiche

CDT de l’Hérault
 
Un giorno, una strada, un territorio (creato dal CDT dell’Hérault)
http://www.unjourunterroir.com/ poi clicca sulla mappa per scoprire l’itinerario «garriga».
 
Office du Tourisme Vallon de Londres - Vallée de la Buèges
34380  Saint Martin de Londres
Tel: 04 67 55 09 59 - Fax: 04 67 55 96 27.

Le Chemin des verriers – communauté de communes de l’Orthus
(La via dei vetrai – comunità di comuni dell’Orthus)
 
Dove mangiare? Dove dormire?
 
Mas de Baumes – restaurant la Cour – Eric Tapié
34190 Ferrières-les-Verreries
Tel.: 33 (0)4 66 80 88 80 - fax: 33 (0)4 66 80 88 82
 
D’estate come d’inverno, vieni a soggiornare al mas de Baumes, una vasta tenuta di oltre 1.000 ha situata su un altopiano calcareo in piena garriga. Questa ex vetreria e ex ovile offre sette camere confortevoli, un’immensa terrazza di fronte al Pic Saint-Loup, una piscina e persino un sentiero per escursioni.
 
Ma è anche e soprattutto un ristorante (la Cour) dove lo chef  Éric Tapié prepara una cucina mediterranea al tempo stesso densa e concisa, ravvivata da qualche strizzatina d’occhio al Messico dove ha trascorso diversi anni. Dalla spigola alla castagna passando dal Pélardon (formaggio caprino), i prodotti locali sono protagonisti; i dessert sono particolarmente riusciti.
 
Les Muscardins
19, route des Cévennes
34380 Saint-Martin-de-Londres
Tel.: 33 (0)4 67 55 75 90 - Fax: 33 (0)4 67 55 70 28
 
Ecco un’eccellente casa familiare che accoglie e delizia a regola d’arte. Thierry Rousset, degno figlio di suo padre, è un grande professionista che lavora con i piedi ben piantati nel suo territorio mediterraneo tra Cévennes e litorale (branzino, riccio, sampietro).
 
Inoltre, ha viaggiato molto e padroneggia discretamente le combinazioni «dolce-salato» e i sapori esotici,  un tocco di fiore di yucca qui, un filo di olio di argan lì.
 
 
Lenny’s
266, avenue Louis Cancel
34270 Saint-Mathieu-de-Treviers
Tel. 04 67 55 37 97
Creativo e molto preciso nelle cotture, Ludovic Dziewulski propone ogni giorno al Lenny’s un menu pranzo a 21€ dal rapporto qualità prezzo incredibile, dove si esprime tutta la sua creatività. Ricordiamo ad esempio una fetta di vitello arrosto (con contorno di crema di sedano-rapa, rabarbaro e cantarelli saltati in padella) che fondeva letteralmente sotto la lingua.

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